La cura dei piedi: l'eccellenza del Polo

In questa intervista parleranno la Dott.ssa Agnese Ricci e la Dott.ssa Sonia Pierotti due dei 4 podologi che lavorano al Polo Sanitario dell’Opera Di Santa Teresa.

La fiducia dei ravennati per i podologi del Polo Sanitario di Santa Teresa

Molti anni fa, Don Angelo Lolli fondatore dell’Opera di Santa Teresa del Bambino Gesù, assieme alla sua congregazione di suore, in particolare Suor Angela, focalizzò la propria attività sulla cura dei piedi degli ospiti della struttura.
Successivamente Suor Angela, consapevole dell'importanza di queste cure, si dedicò con tanta passione a questa attività migliorando la conoscenza medica ed accrescendone l’efficacia.
In breve tempo le sua professionalità divenne nota anche al di fuori della struttura e numerosi cittadini ravennati vollero sottoporsi alle sue cure.
Oggi l’equipe podologica è formata da quattro professionisti che operano all’interno del Polo Sanitario
dell’Opera di Santa Teresa del Bambino Gesù.

Chi è il podologo?

Il podologo è un professionista sanitario che si occupa della cura e della prevenzione delle patologie del
piede e individua dopo un esame obiettivo e strumentale le diverse patologie quali:
ipercheratosi, unghie incarnite, unghie inspessite, onicomicosi, verruche (plantari e digitali) e unghie traumatizzate.
Il Podologo corregge la forma delle unghie, esegue piccole ortesi in silicone per un corretto allineamento
delle dita del piede e realizza plantari per alleviare patologie dolorose.
Ha competenze specifiche in posturologia e può seguire lo sportivo durante la sua attività di preparazione, e competizione, prima e dopo la gara.

Che cos'è il piede diabetico?

Per piede diabetico si intende l'insieme delle alterazioni morfologiche e funzionali (ossee, articolari e
cutanee) secondarie alla presenza di arteriopatia ostruttiva periferica e/o neuropatia diabetica.
Il piede diabetico si caratterizza per la presenza di ulcerazioni, spesso complicate da infezioni cutanee
(ulcere infette) e ossee (osteomieliti) che, se evolvono verso la gangrena, possono sfociare nell'amputazione.

Quali sono le regole per mantenere la salute del piede diabetico?

Osservare i piedi una volta al giorno usando uno specchio e verificare l’eventuale presenza di fissurazioni, vesciche, macchioline arrossate, tagli e/o ulcere.
Utilizzare calzature ampie (con tomaia morbida e senza cuciture interne) e calzini di cotone bianchi per individuare eventuali sanguinamenti. È necessario asciugare accuratamente gli spazi interdigitali per evitare macerazioni.
Tagliare le unghie a margini lineari e limarle una volta al giorno, in modo da ridurre la frequenza del taglio e consultare il Podologo se le unghie sono molto ispessite o difficili da tagliare.
Non usare cerotti medicati o callifughi chimici non intervenire con lamette da barba, bisturi ecc…
Fare asportare le ipercheratosi presso Studi Podologici. Mantenere la pelle dei piedi ben idratata utilizzando creme idratanti.
Non avvicinare i piedi a fonti di calore per evitare ustioni.
E’ necessario il monitoraggio costante del podologo per una corretta valutazione sull’evoluzione della patologia.
Il podologo In presenza di lesioni importanti indirizzerà il paziente all’ambulatorio del piede diabetico dell’ospedale più vicino.

Si può prevenire lo sviluppo del piede diabetico?

Certamente, in questo caso è basilare il ruolo educativo del podologo: attraverso una corretta informazione ed accurati controlli si forniscono gli strumenti per prevenire lo sviluppo e l'evoluzione della patologia soprattutto in quei pazienti ad alto rischio di complicanze.

In cosa consiste lo screening del piede diabetico?

1) Sensibilità tattile mediante monofilamento di Semmes-Weinstein
L’applicazione del monofilamento da 10 gr (5.07 Semmes-Weinstein) perpendicolarmente alla superficie cutanea in corrispondenza delle teste metatarsali e all’alluce permette di rilevare la sensibilità alla pressione. Il test è predittivo di comparsa di ulcerazione se il monofilamento non è avvertito in 5 punti su 9 o in 3 punti su 6 esaminati

2) Sensibilità vibratoria
Mediante biotesiometro applicato al malleolo o, in alternativa, diapason da 128 Hz o graduato in corrispondenza di zona ossea falange distale I dito è possibile rilevare un eventuale deficit di sensibilità.

3) Analisi dei riflessi:
- riflesso patellare bilaterale
- riflesso achilleo bilaterale
- riflesso medio-plantare

Determinazione di ABI (ankle/brachial index) o Indice di Windsor. L’ABI è il rapporto tra pressione sistolica alla caviglia e pressione sistolica omolaterale al braccio, entrambe misurate in decubito supino mediante Doppler ad onda continua.

Ogni quanto tempo è consigliato lo screening del piede diabetico? Quanto dura questo screening? È doloroso?

Le persone affette da diabete dovrebbero ripetere lo screening, almeno una volta all’anno.
Lo screening dura circa dieci minuti e non è assolutamente doloroso.

Che cos’è l’onicocriptosi?

L’onicocriptosi non è altro che l’unghia incarnita, ovvero uno dei problemi che affliggono milioni di persone in tutto il mondo durante l'arco della propria vita.
Si tratta di una parte di unghia che penetra nei tessuti adiacenti. Questo problema apparentemente piccolo, dà molto dolore durante l’arco della giornata e in particolare, rende difficoltosa la deambulazione, l'attività sportiva o più semplicemente calzare una calzatura che crea conflitto. Ci sono diversi gradi di unghia incarnita e nei casi più gravi vi è la comparsa di granulomi, pus e infezione.

Come si tratta l’unghia incarnita?

Oggi rispetto a tantissimi anni fa, ci sono moltissime soluzioni incruenti, che prevedono la correzione dell'unghia attraverso un trattamento podologico adeguato. Inizialmente si esegue l'asportazione della lamina, successivamente e in caso di recidiva, viene proposto dal podologo una rieducazione ungueale.

Come avviene la rieducazione dell’unghia?

Una delle tecniche è l’ortonixia che prevede l’utilizzo del filo di titanio comunemente usato in ambito odontoiatrico.
Il filo viene posizionato al di sopra della placca ungueale, mantenuto da una resina particolare e fotopolimerizzato. La caratteristica principale del filo è la sua memoria elastica che per questo tende a ripristinare la corretta curvatura della lamina ungueale.
Tale correzione non è invasiva, né dolorosa, il paziente riesce la svolgere le normali attività quotidiane, indossare calzature e soprattutto fare sport.
Solo in casi estremi è prevista la correzione chirurgica, effettuata da medici specialistici in ambulatorio, dove viene asportata solamente la parte incarnita, sotto anestesia locale.
Una volta rimossa la porzione di unghia incarnita, viene bruciata la matrice con il fenolo, da cui deriva il nome di Fenolizzazione.

Cosa può causare l’unghia l’incarnita?

Casi di unghie incarnite spesso si verificano dopo il taglio errato dell’unghia, o con l’utilizzo di calzature troppo strette.
Altre cause possono essere: l’eccessiva sudorazione, l’anatomia strutturale delle dita e la fragilità delle unghie.

Anche i bambini sono soggetti alle unghie incarnite?

Certamente. L’unghia incarnita potrebbe essere addirittura ereditaria! I principali casi di unghie incarnite nei bambini sono dovuti ad un errato taglio dell’unghia ed a traumi dovuti a sport e giochi irruenti.


Data pubblicazione: 29/11/2016

Prenotazioni e Informazioni

E' possibile prenotare i servizi del Polo Sanitario Opera di Santa Teresa sia tramite CALL CENTER al numero 0544.38513 o tramite modulo web attivo tutti i giorni e a tutte le ore.


INFO E PRENOTA ONLINE
Compila
APERTO TUTTI GIORNI
24 ORE SU 24
CALL CENTER
0544.38513
Lunedì - Venerdì 7.30-19.30
Sabato 7.30-13.00

News

Offerte