Anche ai bambini sono utili gli occhiali da sole

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L’esposizione ai raggi solari può provocare danni agli occhi, oltre che alla pelle. Quindi è importante proteggere le strutture oculari con lenti da sole che abbiano effetto protettivo nei confronti delle radiazioni nocive.
Il sole è la sorgente luminosa più fisiologica, ma, se mal gestita, può diventare la sorgente di luce più pericolosa per l’occhio.
Lo spettro elettromagnetico della luce, sulla base della lunghezza d’onda, comprende una parte visibile e una parte invisibile. La parte visibile è quella con lunghezza d’onda compresa fra 390 ( luce blu ) e 760 nm. (luce arancio). Lo spettro non visibile comprende l’ultravioletto con lunghezza d’onda compresa fra 150 e 380 nm. e l’infrarosso, con lunghezza d’onda compresa fra 760 e 15000 nm.

I danni da infrarossi sono legati unicamente alla emissione di calore. Per quanto riguarda le strutture oculari, le alterazioni tissutali insorgono solo per gli infrarossi con lunghezza d’onda più corta e si traducono per lo più nella comparsa di una cataratta esfoliativa.
Più frequenti e subdoli sono i danni causati dalle radiazioni ultraviolette e possono interessare sia i tessuti esterni, che i tessuti interni. Le lesioni a carico di questi ultimi, in particolare cristallino e retina, sono senza dubbio le più gravi.

Quali sono i danni provocati dai raggi ultravioletti?
La cute della palpebre, particolarmente sensibile e sottile, così come la congiuntiva possono presentare arrossamento e reazione infiammatoria. La cornea può subire lesioni che vanno da semplice ipersensibilità senza alterazioni anatomiche, a più severe disepitelizzazioni.
A seguito di esposizione che si protrae nel tempo il cristallino può opacizzarsi per la comparsa di cataratta, mentre i danni a carico della retina provocano sofferenza della regione maculare ( la parte più nobile della retina deputata alla visione distinta) e predispongono, soprattutto in persone a rischio come, ad esempio, i miopi elevati, al distacco di retina.
I danni retinici, in particolare il distacco di retina e la maculopatia legata all’età, nella forma essudativa, possono essere causa di ipovisione anche severa.

Le radiazioni ultraviolette, in base alla lunghezza d’onda, si dividono in UVC, UVB, UVA. Le radiazioni UVC e UVB corte, con lunghezze d’onda fino a 260 nm. sono assorbite dall’atmosfera; a noi giungono solamente le UVB lunghe e le UVA.
Le UVB lunghe vengono assorbite dalla cornea, mentre le UVA, con lunghezza d’onda fra 360 e 380 nm., vengono assorbite dal cristallino.
Quindi il potenziale nocivo delle radiazioni che arrivano alla retina è attenuato:
1) dall’assorbimento attraverso i tessuti oculari ( cornea, cristallino, vitreo )
2) dalla diffusione all’interno dell’occhio
3) dalla riflessione sulle diverse superfici ottiche.














Quindi, la cornea, ma soprattutto il cristallino rappresentano un filtro biologico, una sorta di sistema protettivo per la retina, in quanto in grado di assorbire buona parte degli ultravioletti.

Il cristallino dell’anziano è in grado di assorbire radiazioni con lunghezza d’onda fino a 375 nm. Il grado di assorbimento è direttamente proporzionale all’ inspessimento e alla sclerosi del cristallino; in quest’ottica, quindi, la presenza di cataratta contribuisce a prevenire più gravi danni alla retina.

Viceversa il cristallino del bambino, essendo molto più trasparente, è in grado di assorbire solamente lunghezze d’onda fino a 335 nm. Ne deriva che la retina è, in questo caso, meno protetta.
Quindi, nel tempo, i bambini sono potenzialmente più esposti allo sviluppo di patologie retiniche causate dalle radiazioni dal sole; questo anche grazie alle variazione del microclima atmosferico che, con la rarefazione dell’ozono, rende le radiazioni sempre più nocive.
Per questo l’impiego degli occhiali da sole protettivi dovrebbero iniziare in età infantile e continuare per tutta la vita perché ridurre l’esposizione alle radiazioni solari, soprattutto ultraviolette e luce blu, è provato che ritardi la comparsa della cataratta ed anche della degenerazione maculare senile.

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Data pubblicazione: 07/12/2016

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