Sport e piedi: migliori performance dopo il controllo

In questa terza intervista fatta a due dei podologi del Polo Sanitario dell’Opera Di Santa Teresa, la Dott.ssa Jessica Sangiorgi e il Dott. Francesco Delle Monache viene spiegata l'importanza della cura dei piedi, non solo per la vita di tuttii giorni ma anche in campo sportivo.

Sport e piedi: quanto è importante capire quale sia la calzatura giusta?
Il ruolo del podologo è fondamentale per valutare la scelta della calzatura per lo sportivo.
Innanzi tutto bisogna considerare la conformazione del piede stesso: per esempio molte persone hanno il secondo dito del piede più lungo dell’alluce e questo non può essere irrilevante, giusto?
Successivamente bisognerà tenere conto della tipologia di sport, del terreno su cui si pratica (campo sintetico, campo d’erba, parquet ecc.…) e del tipo di sforzo a cui ci si sottopone.
È importante non farsi trascinare da mode, marche o materiali di ultimo grido.

Il controllo dei piedi migliora la performance sportiva?

Assolutamente sì: l’ottimizzazione della performance sportiva oltre ad essere associata ad un buon tono ed elasticità muscolare, è legata soprattutto all’integrità neuro-moscolo-articolare dei nostri piedi.
Infatti sarebbe importante fare questo tipo di valutazioni prima di cominciare a fare sport!
I piedi di chi pratica sport sono soggetti a un maggior stress legato al gesto sportivo: basta pensare ai continui cambi direzionali del tennista, agli scatti del calciatore o i salti di un pallavolista o ancora alla corsa del runner (durante la sua corsa ciascun piede subisce fino a 4 volte il peso corporeo).

Possiamo dire che la visita dal podologo aiuta lo sportivo a prevenire gli infortuni e patologie?
Assolutamente si. Il piede influenza tutto il corpo: la caviglia, il ginocchio, tutto l’arto inferiore fino al bacino e la colonna vertebrale, e viceversa.
Se vengono a mancare la struttura biomeccanica e la propriocettività dei piedi, si può andare incontro a infortuni e patologie.

Quali sono le patologie più comuni legate ai piedi?
Le principali patologie, non dipendenti da trauma diretto (over use), possono dipendere da alterazioni biomeccaniche e strutturali anatomiche, dal tipo di equipaggiamento e calzatura, dal timing di allenamento, dal tipo di terreno, dal tipo di alimentazione.
Le più comuni sono la fasciopatia plantare, la tendinopatia achillea, metatarsalgia, sindrome compartimentale, fino ad arrivare alle fratture da stress.
Oppure ci sono quelle ungueali o dermatologiche come continue vesciche, ipercheratosi, micosi ecc…

Come interviene il podologo?
Il podologo cerca di capire se occorre realizzare ortesi plantari, utilizzare taping kinesiologico o sottoporsi a manipolazioni.
Tratta direttamente patologie ungueali, cutanee e callosità. Inoltre interviene anche preventivamente con un' educazione sanitaria sportiva.

Cosa sono le ortesi plantari?
Sono dispositivi medici realizzati su misura (a differenza di quelle in serie che si trovano in commercio), e servono a modificare la funzione del piede, a correggere i difetti posturali e meccanici dell'arto inferiore.
Si dividono in plantari biomeccanici e solette propriocettive, realizzate a discrezione del Podologo in seguito ad accurata visita e a seconda della problematica specifica del paziente in esame.

Cos'è il plantare biomeccanico?

L’ortesi plantare biomeccanica viene costruita sul calco del piede già corretto, ed è assemblata con materiali tecnici specifici, differenti per densità, spessore, durezza, a seconda della loro funzione: assorbitiva, propulsiva o di sostegno.

Cosa sono le solette propriocettive?
Le solette propriocettive, a differenza del plantare biomeccanico, sono molto più sottili e sfruttano la capacità del piede di sentire.
Essendo sottili possono essere usate in qualsiasi tipo di calzatura e non vanno a ridurre la calzata.
La soletta è realizzata utilizzando stimoli pressori di pochi millimetri e uno stimolatore neuromuscolare, applicati in posizioni diverse a seconda dell'atteggiamento posturale del paziente.

Come sono realizzate le solette propriocettive?
Sono realizzate con svariati tipi di materiali anche molto tecnici, in modo che possano essere utilizzate da tutti, anche dagli sportivi.
Per realizzarle si studia sia il materiale interno che la fodera di copertura, ad esempio: se un paziente farà attività sportiva o userà scarpe antinfortunistiche potrà essere applicato il sughero come rivestimento, per evitare l'ipersudorazione e la macerazione.

Come funzionano le solette propriocettive?
Innanzi tutto bisogna specificare che il piede va considerato come organo di senso e non solo come organo di moto. Le solette propriocettive, sfruttando questa capacità del piede di "sentire" , stimolano i suoi recettori cutanei a mandare un input al fuso neuro-muscolare, che a sua volta invia l’informazione a livello centrale.
La rielaborazione di questa informazione da parte del sistema nervoso centrale produrrà una reazione di tono muscolare il quale andrà a riequilibrare le catene miofasciali. In sintesi le solette propriocettive hanno il compito di imporre la postura dal basso, riportando il corpo in armonia.

Il dolore ai piedi potrebbe indicare uno scompenso proveniente da altre parti del corpo?
Certo, essendo il recettore podalico il punto di contatto del nostro corpo a terra, si comporta da tampone terminale. In molti casi di alterazione dell’appoggio o dolore, non è detto che il piede sia il responsabile dello scompenso posturale ma potrebbe semplicemente andare sopperire ad un problema più a monte cioè all'alterazione di un altro recettore: occhi, bocca, visceri, e orecchio interno.

Come si accerta la causa dei dolori? Cos’è la visita posturale?
La prima fase della visita è costituita da test manuali, durante i quali si controlla il tono muscolare dei diversi distretti corporei, si verifica la disfunzione dei vari recettori, e la presenza di eventuali rotazioni, torsioni o blocchi osteopatici. Tali test sono supportati da esami strumentali quali la baropodometria e la stabilometria. Se durante la visita posturale emerge che la causa primaria dello scompenso posturale è il piede, si realizza la soletta propriocettiva mentre per tutte le altre cause si invia il paziente allo specialista di riferimento.

Quali sono i sintomi più frequenti che inducono un paziente a sottoporsi ad una visita posturale?

Dolori alla colonna vertebrale o di appoggio podalico, dorsalgie, cervicalgie, lombosciatalgie, ma consiglio questo tipo di visita a chiunque, in quanto dolori localizzati in altre parti del corpo potrebbero essere legati ai piedi.

La soletta propriocettiva è consigliata solo agli sportivi?

Assolutamente no, è consigliata a chiunque abbia una disfunzione del recettore podalico. È importante ricordare che la soletta propriocettiva non “lavora” solo durante l’atto sportivo, anzi!
La soletta riarmonizza il corpo.
Ci sono pazienti che tenendo la soletta durante l’arco dell’intera giornata, hanno già raggiunto un equilibrio posturale e non necessitano di alcun compenso plantare nel momento in cui svolgono l’attività sportiva.

Può servire la visita del podologo per combattere la pubalgia?
Ci sono giocatori che soffrono di pubalgia e che si sottopongono a mesi di fisioterapia senza risultati.
In questi casi, la visita del podologo può rilevare la presenza di una rotazione del bacino o di un appoggio disarmonico (cioè un piede più cavo o un piede più piatto rispetto al controlaterale).
Quindi una terapia localizzata all’inguine sebbene vada a sfiammare la zona dolente, non potrà mai eliminare definitivamente il problema.

Per la fascite plantare?
Anche in questo caso, è fondamentale individuare la causa primaria del problema. Ad esempio, abbiamo avuto un paziente con una fascite plantare da oltre 6 mesi, durante i quali ha speso più di 1.500,00 € in medicine e altre strade. Dopo essersi sottoposto alla visita posturale si è scoperto che la causa primaria era l'alterazione del recettore oculare che lo portava a sbilanciarsi. Il paziente in seguito alla visita oculistica ha dovuto iniziare ad utilizzare gli occhiali.
Passato il tempo di adattamento al nuovo compenso, è stata realizzata una soletta propriocettiva specifica che in associazione alla ginnastica posturale, lo ha aiutato a sfiammare la fascia plantare e a ritrovare così l’equilibrio.


Dott. Francesco Delle Monache

Podologo
- Master Posturologia e Osteopatia Clinica Integrata
- Formazione Ecografia e terapia fisica e strumentale del piede

Dott.ssa Jessica Sangiorgi
Podologa
Laurea presso Università degli studi di Bologna Alma Mater Studiorum, facoltà di Medicina e Chirurgia, cdl Podologia con tesi in: tecniche di Ortonixia a confronto nel trattamento conservativo podologico
- Master in Posturologia Clinica presso Università degli studi di Pisa
- Master in trattamento e prevenzione del piede diabetico Università di Roma La Sapienza
- Corso di perfezionamento universitario in rieducazione funzionale, terapia fisica e manuale in podologia presso Università degli studi di Firenze.


Data pubblicazione: 13/12/2016

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