Cosa significa autoregolare le emozioni?

La Dr.ssa Emanuela Grazzini, Psicologa e Psicoterapeuta ci spiega che saper autoregolare le proprie emozioni significa possedere una serie di abilità.
essere consapevoli dell’emozione che si prova: riconoscerla, andare oltre il generico “sto male” “sono nervoso” e cercare di dare un nome preciso a ciò che sentiamo – “provo paura” “mi sento triste, arrabbiato…”;
• comprendere il significato dell’emozione: ad esempio se provo paura dovrò chiedermi “qual è la minaccia che credo sia presente in questa situazione?”;
accettare di provare tutte le emozioni anche quelle più sgradevoli, soprattutto se siamo impegnati in azioni finalizzate a uno scopo;
utilizzare delle strategie adeguate al contesto in cui ci si trova e che permettono di ridurre l’intensità e/o la durata dell’emozione invece di cercare di sopprimerla. Conoscere i propri pensieri irrazionali che abbiamo in quel momento e ristrutturarli può essere una strategia efficace a farci sentire meglio e quindi a non agire in preda dell’emozione.

Cosa sono i pensieri irrazionali?

Quando proviamo un’emozione sgradevole di particolare intensità e difficile da regolare, molto probabilmente avremo in testa alcuni pensieri irrazionali.
All’inizio può essere complicato individuarli poiché, essendo automatici, non ne siamo immediatamente consapevoli anche se influenzano notevolmente le nostre emozioni e i nostri comportamenti
I pensieri irrazionali sono:
• rigidi,
• assoluti
• attivano delle emozioni negative molto intense, frequenti e durevoli nel tempo, che ostacolano il raggiungimento dei nostri obiettivi.

PRETESE ASSOLUTE
Includono tutte le doverizzazioni ovvero gli imperativi, le regole che ci imponiamo ed i bisogni assoluti di cui ci sembra di non poter fare a meno. Preferenze e desideri molto comuni e del tutto legittimi diventano così pretese ed esigenze assolute.
Ecco alcuni esempi: “Devo prendere sempre ottimi voti”, “Devo sempre ottenere ciò che voglio”, “Gli altri devono sempre comportarsi in un certo modo” “Non posso fare a meno della sua approvazione”, “Non posso vivere senza di lui/lei”.

VISIONI GLOBALI SU DI SÉ E SUGLI ALTRI

Si tratta della tendenza a valutare se stessi e gli altri attraverso dei giudizi globali sulla persona, formulati a partire dall’osservazione di qualche comportamento isolato.
Alcuni esempi sono : “Sono uno stupido e non capisco nulla”, “Sono/è una persona cattiva”.

PENSIERO CATASTROFICO

Sono tutti quei pensieri o immagini che anticipano il futuro in maniera esageratamente negativa. Spesso sono pensieri che attivano un’emozione di ansia molto intensa.
Ad esempio: “quando l’insegnante mi chiamerà alla lavagna, non ricorderò nulla, inizierò a tremare e balbettare e tutti mi prenderanno in giro”.

GENERALIZZAZIONI
L’irrazionalità di questo tipo di pensieri sta nella produzione di una visione delle cose disfattista e altamente improbabile. Pensare in termini di “tutto/nulla”, “sempre/mai”, “tutti/nessuno” non ci aiuta ad avere una visione realistica dei fatti.
Ad esempio: “Ce l’hanno tutti con me”, “mi va sempre tutto male”, “non riesco mai a combinare nulla di buono”.

INTOLLERANZA / INSOPPORTABILITÁ
Sono quei pensieri che indicano una bassa tolleranza della frustrazione e che ci fanno pensare di non poter sopportare emozioni negative che, seppur spiacevoli ,sono comunque tollerabili.
Ad esempio: “Non tollero critiche da parte degli altri”, “Non sopporto che gli altri si comportino in modo diverso da come vorrei/mi aspetto”.


Data pubblicazione: 02/01/2017

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