Tollerare la tristezza in noi stessi e negli altri

La Dr.ssa Emanuela Grazzini, Psicologa e Psicoterapeuta parte da una domanda: Se fosse possibile eliminare le emozioni negative?
Sicuri che eliminarle corrisponderebbe ad un vantaggio per il nostro benessere psicologico? Dipende.

La tristezza come le altre emozioni cosiddette negative ci insegna qualcosa riguardo all’utilità che possono avere le emozioni negative nella nostra vita psicologica se riusciamo a tollerarle in noi stessi e a gestirle invece di cedere all’impulso di eliminarle.
Attingere alla nostra personale tristezza, alle nostre emozioni negative, è ciò che ci consente di empatizzare con quelle altrui e di costruire legami affettivi anche condividendo esperienze difficili.
Vivere le emozioni tristi, depressive e luttuose che un’esperienza può suscitarci, può rivelarsi un’occasione per crescere, fare spazio per accogliere nuove potenzialità di espressione della nostra personalità e comprendere quali scelte meglio si accordano con la persona che siamo diventati.

Cosa fa la differenza fra l’essere sovrastati dall’irruenza distruttiva di un’emozione travolgente e il poterla gestire al servizio del nostro benessere psicologico? Una capacità fondamentale è quella di riconoscere l’emozione come tale, poterle dare un nome e renderla comunicabile a noi stessi e agli altri…
Scriveva Henry Roth “se riesci a tradurre in parole ciò che senti, ti appartiene”.

Come controllare le emozioni in modo funzionale.

Occorre accettare il fatto che nell’arco della nostra vita più volte ci troveremo a fare i conti con la gestione di emozioni poco piacevoli. E che per uscirne con maggiore ricchezza interiore sarà importante farlo in modo funzionale.Per modo funzionale si intende la capacità di pensare, agire e sentire che ci permetta di fare una esperienza “adattiva”, cioè “comoda” e risolutiva rispetto al nostro mondo interno. Consiste innanzitutto nel capire e nel dare un contesto alle emozioni. Perché solo una volta messa a fuoco la situazione, e ciò che proviamo, possiamo cercare di approfondire e vedere tutte le possibilità che abbiamo.

Un modo funzionale di gestire le emozioni negative è quello di accettarle come parte di noi. Accoglierle. Senza giudicarle, cioè senza connotarle con un significato spregevole. Anche le emozioni negative hanno un valore legato alla nostra sopravvivenza: come la paura e la rabbia. Senza di loro non potremmo imparare a riconoscere un pericolo, a difenderci e reagire per non essere usurpati. E soprattutto è importante comprendere che se capiamo cosa hanno da dirci e le affrontiamo adeguatamente, esse possono diventare adattive.
Un altro ottimo modo per controllare le emozioni negative, è condividerle. Perché è molto più facile modulare ciò che sentiamo insieme a qualcuno, piuttosto che da soli.

Non dimentichiamo che le emozioni negative condivise diminuiscono, mentre quelle positive condivise aumentano.
Alcuni di noi purtroppo pur avendo come scopo quello di gestire le emozioni negative, utilizzano in realtà modalità disfunzionali.
Una delle modalità più deleterie e che porterà a sicura sofferenza, è la volontaria soppressione delle emozioni. Rinnegarle, far finta di non provarle, dire che va tutto bene anche se sappiamo non essere così, non potrà portare ad alcuna soluzione.
Anche l’evitamento di situazioni, il cercare di sfuggire da ciò che andrebbe fatto è una modalità disfunzionale che non potrà dare buoni frutti. E che non porterà certamente a risolvere le difficoltà che stiamo vivendo.

E siamo sempre nella stessa direzione quando la nostra attività prevalente è colpevolizzare gli altri per le nostre emozioni. Perché le emozioni ci appartengono, quindi è nostra responsabilità, spetta a noi occuparcene, e prendere decisioni.
Se il mio malessere è ad esempio legato ad un rapporto che non funziona, sarà poco utile continuare ad insistere affinché sia l’altro a cambiare, e quindi scaricare il mio malessere fuori.
L’altro innanzitutto cambia solo se vuole cambiare. E il mio malessere appartiene a me, e sta a me valutare come gestire in modo differente il rapporto alla luce delle difficoltà presenti.
Solo in questo modo la situazione potrà cambiare e il mio malessere risolversi.

Anche il rimuginare èuna vera e propria abitudine non funzionale, finalizzata a controllare le emozioni. Una strategia che anziché aiutare spesso porta a rimanere bloccati, perché non presuppone alcuna reale soluzione.
In conclusione vorrei dire che le emozioni non ci controllano e non possono condizionarci, a meno che non siamo noi a consentirglielo. E possono momentaneamente farlo solo se scegliamo strategie sbagliate.
È possibile quindi imparare a gestire le emozioni, proviamo a farlo ogni giorno utilizzando strategie funzionali. Che ci consentano di comprendere, di aprirci a più possibilità, a soluzioni pratiche, all’altro, e all’accettazione.
Solo in questo modo potremo vivere le emozioni, anche quelle poco piacevoli, come delle alleate e portatrici di messaggi da comprendere e gestire. E non solo come nemiche da allontanare ad ogni costo.

E non dimentichiamo che le emozioni sono parte di noi, che sono loro ad indicarci la strada, ed allontanarle equivale a cancellare parte della nostra essenza.
Non è facile conoscere e sapere fare tutto ciò, per questo lo psicoterapeuta può aiutarti a migliorare il tuo stare nel mondo.


Data pubblicazione: 05/01/2017

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