Congiuntivite primaverile del bambino

In questo articolo la dott.ssa Gambi, specialista in oculistica, approfondisce il tema delle congiuntiviti, che sono tra le affezioni oculari più frequenti, sopratutto in primavera e in estate.
Queste affezioni, oltre ad un fastidioso arrossamento, possono causare lacrimazione, sensazione di corpo estraneo, infiammazione delle palpebre.

Possono essere causate da esposizione accidentale ad agenti irritanti ( sole, vento, smog). A volte il fastidio è più persistente; in tal caso l’infiammazione congiuntivale è comunemente causata da agenti virali, batterici o allergici.

Le congiuntiviti allergiche compaiono quando la persona interessata viene a contatto con un allergene, cioè con una sostanza in grado di attivare il sistema immunitario. Le sostanze ad azione allergenica sono ubiquitarie e non sempre è possibile individuarle senza una visita allergologica accurata. I sintomi tipici della congiuntivite spesso si associano ad altre manifestazioni sistemiche come rinite, dermatite, asma bronchiale; traggono beneficio dalla somministrazione locale o sistemica di farmaci antistaminici associati, nelle forme acute, a terapia cortisonica.

La congiuntivite primaverile è una manifestazione clinica particolarmente persistente; colpisce pazienti di età pediatrica, esordisce in età prescolare e tende a migliorare dopo la pubertà, anche con completa remissione. Ne sono affetti soprattutto bambini di sesso maschile.
I primi sintomi si manifestano in primavera e si accentuano in estate, per regredire nelle stagioni più fredde. A volte però, a differenza della allergia stagionale classica, i sintomi permangono tutto l’anno con episodi di remissione e riacutizzazione; questi ultimi sono favoriti dal clima caldo umido e soprattutto l’azione nociva dei raggi solari gioca un ruolo fondamentale nella manifestazione clinica della congiuntivite.

Il sintomo più caratteristico è rappresentato dal prurito
, a volte molto intenso e persistente accompagnato da forte intolleranza alla luce; inoltre può essere presente dermatite palpebrale. La congiuntiva si presenta arrossata, con ipertrofia dei follicoli linfatici e delle papille che assumono una disposizione molto caratteristica ad “acciottolato romano”. E’ presente secrezione muco-filamentosa e, nei casi ad evoluzione più severa, sofferenza dell’epitelio corneale. La presenza di alterazione dell’epitelio corneale è causa di dolore e sensazione di sabbia.

Terapia
La congiuntivite vernale, a differenza della congiuntivite allergica classica, trae scarso beneficio dall’utilizzo di terapia antistaminica, ad eccezione delle forme meno gravi e ad uno stadio molto inziale. Nelle forme conclamate si utilizzano con buon risultato colliri cortisonici, eventualmente associati ad antibiotici topici quando coesiste una componente batterica. Nelle forme particolarmente severe, in alternativa al cortisone, può essere presa in considerazione terapia con collirio o unguento a base di ciclosporina o altri colliri con azione immunosoppressiva.

A scopo preventivo,
i bambini che presentano segni di irritazione congiuntivale riconducibili alla congiuntivite vernale dovrebbero evitare esposizione eccessiva al sole e, per proteggere gli occhi e il delicato tessuto palpebrale, dovrebbero indossare occhiali dal sole, meglio se con un montatura fasciante che copra il sopracciglio e capellino con visiera sia la mare, che in montagna, che sulle piste da sci.

Per prevenire sovrapposizioni batteriche si dimostrano utili lavaggi congiuntivali con soluzione fisiologica eventualmente associati ad impacchi freddi, soprattutto se presente gonfiore e irritazione della cute palpebrale e della zona periorbitaria.

Data pubblicazione: 23/03/2017

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