TIROIDE E ORMONI

25/10/2018

E' molto importante una valutazione dei livelli ematici di TSH, FT3 e FT4, poiché indici molto sensibili della funzionalità tiroidea, nel caso si sospetti la presenza di ipotiroidismo, ipertiroidismo o altre patologie della tiroide. La tiroide è una ghiandola endocrina, posta nella regione anteriore del collo davanti alla trachea.

Nonostante sia di dimensioni modeste, è una tra le più rilevanti ghiandole del sistema endocrino perché regola i processi metabolici e il consumo di energia dell’intero organismo attraverso la produzione di due ormoni: la tiroxina (T4) e la triiodotironina (T3).

La funzione della tiroide è regolata “direttamente” dal sistema endocrino e “indirettamente” dal sistema nervoso. Infatti, l’ipolatamo secerne il TRH che stimola le cellule tireotrope dell'ipofisi a produrre TSH (ormone tireotropo o tireotropina); Il TSH, a sua volta, promuove la produzione di T4 e T3 da parte delle cellule follicolari della tiroide.

Questi ormoni circolano nel sangue legati a proteine di trasporto, e solo delle piccole parti rimangono libere, indicate abitualmente con le sigle FT3 (triiodotironina libera) e FT4 (tetraiodotironina libera).

La loro secrezione segue un ritmo circadiano; i livelli più alti di T3 e T4 si raggiungono durante la notte e le prime ore del mattino, mentre i livelli più bassi si rilevano tra le 12 e le 21.

A regolare la funzione della tiroide, come per altri sistemi endocrini, troviamo due meccanismi opposti; il TRH ne stimola la secrezione e la sintesi, mentre gli ormoni tiroidei ne inibiscono il meccanismo secretorio antagonizzando l'azione del TRH. Si tratta quindi di un classico meccanismo di feedback negativo da parte degli ormoni tiroidei; quando la produzione di ormoni tiroidei si abbassa il TSH stimola la loro produzione, se invece in circolo vi è un eccesso, l'ipofisi cessa la sua funzione di stimolazione tiroidea. Se questo equilibrio si rompe possono verificarsi due alterazione importanti: l'ipertiroidismo o l'ipotiroidismo.

Le molecole degli ormoni hanno la caratteristica di contenere Iodio, che viene assunto con gli alimenti e con l’acqua. Una volta entrato nell’organismo, lo iodio è assorbito nell’intestino e arriva nel sangue in una forma chimica definita ioduro. Una parte dello iodio, equivalente a circa il 30% di quello presente nel sangue, è usato dalla tiroide per produrre gli ormoni tiroidei, con l’aiuto di una proteina chiamata Tireoglobulina. I reni rimuovono dal sangue lo iodio in eccesso e lo eliminano nelle urine.

T3 e T4 sviluppano i loro effetti su gran parte delle cellule dell’organismo. Quella che ha una maggiore attività biologica è la T3, mentre la T4 è considerata una specie di precursore della T3, quindi in qualche modo la seconda è una riserva della prima.


PRINCIPALI FUNZIONI DEGLI ORMONI TIROIDEI

AZIONE TERMOGENETICA: aumentano il consumo di ossigeno a riposo, innalzando il metabolismo basale, la temperatura corporea ed il fabbisogno calorico quotidiano.

EFFETTI SUL METABOLISMO GLUCIDICO: favoriscono la glicogenolisi e la gluconeogenesi, aumentano inoltre l'attività degli enzimi coinvolti nell' ossidazione del glucosio.

LIPOLISI E LIPOGENESI: stimolano sia la lipolisi (utilizzo di grasso a scopo energetico), sia la lipogenesi (sintesi di tessuto adiposo), con effetto prevalente sulla lipolisi.

SINTESI PROTEICA: aumentano la sintesi proteica e hanno pertanto un effetto trofico sul muscolo; tuttavia se sintetizzati in eccesso provocano l'effetto contrario (catabolismo muscolare).

EFFETTI SUL SISTEMA CARDIOVASCOLARE: aumentano la contrattilità miocardica (effetto inotropo positivo), innalzano la frequenza cardiaca (effetto cronotropo positivo) ed aumentano il ritorno venoso al cuore; sono quindi essenziali per la funzionalità cardiaca.

ALTRI EFFETTI METABOLICI: aumentano la motilità intestinale, favoriscono l'assorbimento della vitamina B12 e del ferro; aumentano la sintesi di eritropoietina, il flusso renale e la filtrazione glomerulare; stimolano la produzione endogena di altri ormoni (GH).


IPOTIROIDISMO

L’ipotiroidismo è una patologia causata da un’inefficienza della tiroide; la ghiandola non è in grado di sintetizzare una quantità di ormoni tiroidei T3 e T4 adeguata al fabbisogno dell’organismo e ciò determina una riduzione di tutti i processi metabolici.

Nella maggior parte dei casi l’ipotiroidismo è "primitivo", cioè dovuto a patologia primariamente tiroidea.

Una delle cause più comuni nell’adulto è la Tiroidite Cronica Autoimmune o di Hashimoto, in cui il sistema immunitario aggredisce le cellule tiroidee attraverso la produzione di autoanticorpi (Ab-TG e Ab-TPO) e le distrugge riducendo progressivamente la capacità di produzione degli ormoni.

I sintomi più frequenti dell’ipotiroidismo sono: stanchezza e debolezza muscolare, un moderato aumento di peso, intolleranza al freddo, sonnolenza, abbassamento della voce, bradicardia.

In questi casi la concentrazione nel sangue di TSH è aumentata, perché viene meno l’effetto inibitorio che gli ormoni tiroidei esercitano sulla sua secrezione, mentre i livelli di FT4 sono ridotti.

Nelle forme lievi di ipotiroidismo (“ipotiroidismo subclinico”) gli ormoni tiroidei sono ancora normali e l’unico segno è un moderato aumento del TSH.


IPERTIROIDISMO

L'ipertiroidismo è una condizione caratterizzata dalla presenza in circolo di quantità eccessive di ormoni tiroidei. La forma più comune di ipertiroidismo è il Morbo di Graves-Basedow, patologia autoimmune dovuta alla produzione di auto anticorpi contro il recettore del TSH. Questi anticorpi si comportano come il TSH ipofisario e stimolano la ghiandola a produrre ormoni tiroidei. Nelle forme classiche si ha un aumento del volume della ghiandola stessa. La patologia può manifestarsi con perdita improvvisa di peso, aumento dell’appetito, tachicardia, intolleranza al caldo, stati d’ansia e nervosismo.

In questi casi la concentrazione nel sangue di TSH è diminuita, mentre gli ormoni tiroidei liberi (FT3 e FT4), risultano elevati.

Per individuare quale tipo di ipertiroidismo ci troviamo di fronte, inoltre, può essere utile dosare gli autoanticorpi anti-TPO e anti-Tg, che possono essere più o meno alterati.


PRELIEVO

L’ analisi si esegue su campione di sangue dopo un digiuno di circa 8 ore.

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E' molto importante Bibliografia

1. Medicina di laboratorio Logica e Patologia Clinica, Antonozzi I, e Gulletta E., Piccin

2. I principi di Biochimica, Lehninger A., Zaniczhelli

3. Anatomia dell’uomo, seconda edizione, Glauco Ambrosi e Co., Edi-ermes.



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